L’evoluzione della sicurezza stradale in Italia compie un passo decisivo verso il totale monitoraggio automatizzato delle arterie ad alto flusso e ad elevato tasso di incidentalità. A partire dal 4 agosto 2026, la rete gestita da Anas ha visto l’attivazione ufficiale di un’infrastruttura tecnologica di ultimissima generazione: il sistema Vergilius Plus. Questa piattaforma, evoluzione diretta dello storico dispositivo Vergilius impiegato per la prima volta nel lontano 2012, è stata distribuita su un totale di 36 tratte strategiche del territorio nazionale, coprendo un’estensione complessiva di circa 211 chilometri per entrambi i sensi di marcia. Il provvedimento di omologazione e approvazione trova il suo fondamento giuridico e tecnico nel decreto dirigenziale numero 149 del 27 marzo 2024 emesso dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT). Con la capacità di combinare il rilevamento puntuale della velocità istantanea e il calcolo differenziale della velocità media, Vergilius Plus ridefinisce il paradigma della prevenzione del rischio viario, imponendo una profonda revisione delle abitudini di guida al volante sia degli autoveicoli sia dei mezzi a due ruote.
Evoluzione tecnologica e architettura del sistema Vergilius Plus
L’architettura hardware e software alla base del sistema Vergilius Plus rappresenta uno degli standard più avanzati nell’ambito dell’ingegneria del traffico e dei sistemi ITS (Intelligent Transport Systems). A differenza delle classiche postazioni fisse per la misurazione istantanea o dei sistemi sanzionatori tradizionali, la nuova piattaforma sviluppata per la rete Anas integra dispositivi di ripresa digitale optoelettronica in grado di elaborare simultaneamente una mole ingente di flussi video in tempo reale.
Ogni singola postazione di controllo installata sui portali a messaggistica variabile o su apposite strutture a sbalzo lungo le arterie interessate comprende un ecosistema di rilevamento estremamente sofisticato. L’apparato di base si compone di:
- Telecamera OCR (Optical Character Recognition) ad alta risoluzione: dedicata specificamente alla scansione, alla lettura e alla decodifica automatizzata delle targhe posteriori dei veicoli in transito, operando con margini di errore minimi anche in condizioni atmosferiche avverse o di scarsa illuminazione.
- Telecamera di contesto a colori: posizionata in parallelo all’unità OCR per scattare fotogrammi ad ampia quadratura e ad alta definizione, fondamentali per documentare visivamente la scena, la corsia occupata, il tipo di veicolo e la situazione complessiva del traffico al momento del passaggio.
- Illuminatore a infrarossi invisibili (IR): con frequenza d’onda tarata per non disturbare la vista dei conducenti, operante a frequenza costante sia di giorno sia durante le ore notturne per garantire la perfetta leggibilità dei caratteri alfanumerici della targa.
- Unità Locale di Elaborazione (LPU): un computer industriale ad alte prestazioni integrato nella postazione fisica, capace di eseguire localmente l’algoritmo di firma digitale dei dati, il pre-trattamento delle immagini captate e la marcatura temporale certificata tramite sincronizzazione satellitare GPS.
Il principio operativo per la misurazione della velocità media riprende la logica funzionale del celebre sistema Tutor (gestito sulla rete autostradale in concessione), ma viene potenziato da una piattaforma software completamente riprogettata da Anas. Quando un veicolo transita al di sotto della prima porta di rilevamento (sezione d’ingresso), la telecamera OCR registra l’esatto istante di passaggio, l’impronta alfanumerica della targa e la categoria omologativa del mezzo (autovettura, veicolo commerciale, autobus, motociclo). Questo dato viene convertito in un pacchetto di informazioni crittografato e inviato al server centrale.
Nel momento in cui il medesimo veicolo oltrepassa la seconda porta di rilevamento (sezione di uscita), collocata a una distanza metrica rigorosamente misurata e certificata, il sistema esegue una seconda scansione. Il software centrale calcola il tempo trascorso tra il primo e il secondo passaggio; dividendo la distanza spaziale prefissata per il tempo impiegato, si ottiene matematicamente la velocità media di percorrenza. Se tale valore supera il limite massimo consentito per quella specifica categoria di veicolo su quella determinata tratta — applicando la tolleranza strumentale prevista dall’articolo 142 del Codice della Strada — scatta l’elaborazione del verbale di contestazione.
La vera innovazione del Vergilius Plus risiede tuttavia nella sua natura ‘ibrida’ e ‘modulare’. Il sistema è stato infatti validato dal MIT mediante il decreto dirigenziale numero 149 del 27 marzo 2024 per operare simultaneamente o alternativamente sia come tutor di velocità media, sia come dispositivo di rilevamento della velocità istantanea. Questo significa che la singola porta d’ingresso o di uscita non funge semplicemente da mero ‘orologio elettronico’ per la scansione temporale, ma integra sensori radar o algoritmi di tracciamento ottico in grado di misurare la velocità esatta del veicolo nell’esatto istante in cui transita sotto il portale. Pertanto, l’automobilista che dovesse rallentare improvvisamente a pochi metri dalla telecamera per poi riaccelerare ben oltre i limiti concessi verrebbe vanificato dalla componente ‘media’; viceversa, chi dovesse mantenere una velocità media entro i limiti lungo l’intera tratta ma transiti a velocità eccessiva sotto una singola postazione potrà essere sanzionato per l’infrazione istantanea.
Particolarmente complessa e approfondita è stata la fase di omologazione. Le prescrizioni tecniche dettate dal Ministero hanno richiesto severe sessioni di test dinamici in pista e in aperto traffico. Il sistema ha dimostrato piena stabilità e precisione metrologica nel riconoscimento delle targhe posteriori anche su veicoli lanciati a velocità estreme, con simulazioni eseguite ed esiti positivi validati fino alla soglia dei 230 km/h. Un ulteriore elemento di novità e discontinuità rispetto al passato riguarda i motocicli e i ciclomotori: le telecamere OCR di nuova generazione integrate da Anas nel Vergilius Plus dispongono di ottiche ed elaboratori algoritmi idonei a identificare le targhe di formato ridotto tipiche dei veicoli a due ruote motorizzati, superando uno dei limiti storici dei vecchi sistemi di rilevamento e garantendo l’applicazione della legge sulla sicurezza stradale su base universale.
Come precisato dalle autorità gestorie, l’intera fase di accertamento e formale validazione delle violazioni non è delegata all’automatismo informatico: i dati grezzi e i fotogrammi cifrati vengono inviati in modo protetto al Centro Nazionale Accertamento Infrazioni (CNAI) o alle Sezioni della Polizia Stradale competenti per territorio. Sarà sempre un agente operatore di polizia a verificare la corrispondenza della targa, il modello di veicolo, la chiarezza dell’immagine e la regolarità della misurazione prima di procedere alla notifica formale della sanzione amministrativa al proprietario del mezzo.
“La tecnologia applicata al controllo della velocità non deve essere interpretata come uno strumento sanzionatorio passivo, ma come una barriera infrastrutturale intelligente capace di azzerare la mortalità sui corridoi viari più a rischio dell’intero Paese.”
Punti chiave e confronto sintetico: Vergilius Plus, Tutor 3.0 e Autovelox
Per comprendere appieno l’impatto normativo e operativo del nuovo dispositivo Vergilius Plus operato da Anas dal 4 agosto 2026, risulta indispensabile tracciare una disamina comparativa tra le diverse tecnologie attualmente operanti sulla rete viaria e autostradale italiana.
- Tipologia di controllo della velocità: L’autovelox tradizionale esegue una misurazione puramente locale e istantanea, rilevando il valore in un punto geografico ristretto (spazio compreso tra pochi metri prima e dopo il sensore laser o radar). Il sistema Tutor classico (versione 1.0 e 2.0 gestito da Autostrade per l’Italia) controlla prioritariamente la velocità media su tratte comprese generalmente tra i 10 e i 25 chilometri. Il sistema Vergilius Plus e l’altrettanto moderno Tutor 3.0 integrano invece la doppiamente efficace architettura ibrida: sono in grado di sanzionare l’infrazione puntuale (istantanea) sotto il portale oppure l’eccesso di velocità media calcolato lungo l’intero settore stradale.
- Proprietà dell’infrastruttura e rete di applicazione: Il brand e il brevetto Vergilius / Vergilius Plus sono legati allo sviluppo tecnologico promosso da Anas S.p.A. per la tutela delle strade statali a scorrimento veloce, superstrade e autostrade a gestione diretta (come la A2 Autostrada del Mediterraneo). I dispositivi denominati Tutor / SICVe / SICVe-PM appartengono invece all’infrastruttura delle concessionarie autostradali private (es. ASPI) o di altri enti locali. Entrambi i sistemi vedono comunque la presenza vincolante e l’elaborazione sanzionatoria in capo alla Polizia Stradale.
- Efficienza nell’identificazione delle categorie di veicoli: Mentre gli autovelox tradizionali richiedono spesso un’impostazione manuale dei limiti in base alla corsia o al tipo di mezzo (o effettuano la scansione di massa senza distinzione immediata del limite di categoria), Vergilius Plus analizza la targa, interroga in tempo reale o differito le banche dati della Motorizzazione e attribuisce istantaneamente al veicolo il relativo limite di legge (es. 130 km/h per autovetture su autostrada, 100 km/h per neopatentati nei primi tre anni, 80 km/h per mezzi pesanti sopra 3,5 tonnellate o complessi di veicoli con rimorchio).
- Tracciamento dei veicoli a due ruote: I sistemi Vergilius di prima generazione (datati 2012) presentavano margini di errore nella lettura delle targhe inclinate o di dimensioni ridotte dei motocicli. Il nuovo Vergilius Plus, approvato con decreto dirigenziale 149/2024, integra algoritmi di visione artificiale e telecamere ad altissima risoluzione adatte al riconoscimento dinamico dei motocicli e dei ciclomotori, chiudendo ogni potenziale falla nel sistema di controllo.
- Resistenza ai tentativi di elusione (effetto elastico): Con la presenza di un autovelox puntuale, i guidatori tendono a compiere repentine e pericolose frenate a ridosso del cartello per poi riprendere velocità subito dopo l’obiettivo. Con il Vergilius Plus questo comportamento risulta del tutto inefficace e controproducente: se la velocità istantanea sotto il primo portale viene moderata, la riaccelerazione successiva alzerà la media sul tratto; viceversa, se si mantiene una media corretta ma si supera il limite mentre si oltrepassa una delle postazioni intermedie, si verrà ugualmente intercettati dal rilevamento istantaneo.
- Certificazione di calibrazione e omologazione: Ai sensi delle storiche pronunce della Corte Costituzionale (Sentenza n. 113/2015), anche tutti gli apparati Vergilius Plus devono sottostare a verifiche metrologiche periodiche con cadenza almeno annuale. Ogni postazione è provvista di certificato di taratura, assicurando la piena legalità e la trasparenza del rilievo di fronte ad eventuali ricorsi amministrativi.
Mappatura geografica, quadro normativo e impatto sul parco circolante
La geografia operativa del sistema Vergilius Plus copre alcune delle direttrici di traffico stradale e autostradale più critiche dell’intera rete Anas, caratterizzate storicamente da densità di circolazione elevatissima, presenza di gallerie complesse o tassi di mortalità che hanno richiesto l’intervento prioritario del Ministero e della Sicurezza Viaria.
L’estensione totale dei controlli attivi dal 4 agosto 2026 ammonta a 211 chilometri suddivisi in 36 tratte monitorate. La porzione di gran lunga più estesa del network risiede lungo l’arteria spina dorsale del Mezzogiorno: la A2 Autostrada del Mediterraneo. Su questa arteria, il sistema copre ben 26 tratte operative per un totale di circa 100 chilometri lineari nei due sensi di marcia, focalizzando la sorveglianza sul tratto compreso tra Salerno e Padula-Buonabitacolo.
Di seguito si riporta il prospetto di dettaglio delle tratte stradali, delle posizioni chilometriche e dei limiti massimi di velocità stabiliti e controllati dalle postazioni Vergilius Plus:
- A2 Autostrada del Mediterraneo (Tratto 1): Da Salerno allo svincolo di Sicignano-Potenza, sezioni di controllo distribuite tra le progressive chilometriche km 9+423 e km 57+260. Limite massimo consentito per autovetture: 130 km/h.
- A2 Autostrada del Mediterraneo (Tratto 2): Da Sicignano degli Alburni allo svincolo di Padula-Buonabitacolo, sezioni distribuite tra il km 58+855 e il km 107+845. Limite massimo consentito per autovetture: 130 km/h.
- SS1 Aurelia (Lazio): Quadrante ovest della città metropolitana di Roma, postazioni di controllo posizionate ai punti chilometrici km 11+950, km 15+700 e tra il km 23+450 e il km 23+500. Limite massimo consentito: 90 km/h.
- SS7 quater Domitiana (Campania): Corridoio litoraneo compreso tra il km 44+630 e il km 54+300. Limite massimo consentito: 90 km/h.
- SS309 Romea (Emilia-Romagna): Tratto ad altissimo rischio di sinistrosità nell’area provinciale di Ravenna, compreso tra il km 1+680 e il km 7+080. Limite massimo consentito: 90 km/h.
- SS145 Var Sorrentina (Campania): Tracciato a scorrimento veloce comprendente la strategica Galleria Santa Maria di Pozzano, con posizionamento delle porte tra il km 0+072 e il km 4+950. Limite massimo consentito: 60 km/h.
Il quadro sanzionatorio applicabile alle violazioni registrate dal sistema Vergilius Plus è regolato in modo stringente dall’articolo 142 del Codice della Strada (D.Lgs. 285/1992). È opportuno ricordare che la velocità rilevata dagli strumenti è soggetta alla decurtazione preventiva a favore del trasgressore pari al 5% del valore misurato, con un minimo di 5 km/h. In base all’entità del superamento del limite sanzionato, le conseguenze economiche e amministrative si articolano nelle seguenti fasce previste dalla legge:
- Superamento fino a 10 km/h oltre il limite: Sanzione pecuniaria compresa indicativamente tra 42 e 173 euro. Nessuna decurtazione di punti dalla patente di guida.
- Superamento compreso tra oltre 10 km/h e non oltre 40 km/h: Sanzione pecuniaria compresa tra 173 e 695 euro, unita alla decurtazione di 3 punti dalla patente.
- Superamento compreso tra oltre 40 km/h e non oltre 60 km/h: Sanzione amministrativa pesante compresa tra 543 e 2.170 euro, decurtazione di 6 punti e la sanzione accessoria della sospensione della patente di guida da 1 a 3 mesi.
- Superamento di oltre 60 km/h rispetto al limite: Sanzione pecuniaria severissima da 845 a 3.382 euro, decurtazione diretta di 10 punti e sospensione della patente da 6 a 12 mesi. In caso di recidiva nel biennio, è prevista la revoca della patente.
Sotto il profilo del diritto e dei ricorsi giurisdizionali, la notifica dei verbali generati da Vergilius Plus sottostà a rigidi termini di decadenza: l’atto sanzionatorio deve essere recapitato al proprietario del veicolo entro e non oltre 90 giorni dalla data dell’accertamento (o 360 giorni per i residenti all’estero). Il destinatario mantiene la facoltà di proporre ricorso al Prefetto della provincia competente entro 60 giorni dalla notifica (a titolo gratuito ma con il rischio di raddoppio della sanzione in caso di rigetto), oppure dinanzi al Giudice di Pace entro 30 giorni (previo pagamento del contributo unificato).
Le argomentazioni legali e tecniche nei giudizi d’opposizione ruotano spesso intorno a tre capisaldi: la preventiva ed idonea segnalazione della postazione con cartelli luminosi o fissi ad almeno 80 metri (su strade urbane/extraurbane) o fino a 1.000 metri/2.000 metri (su autostrade), la visibilità della postazione di controllo, e la sussistenza dei certificati annuali di taratura e omologazione espressamente richiamati dal decreto MIT n. 149 del 27 marzo 2024.
L’introduzione su vasta scala del Vergilius Plus da parte di Anas non rappresenta soltanto un ammodernamento delle tecniche di polizia stradale, ma riflette l’adeguamento dell’Italia alle direttive europee sulla riduzione dell’incidentalità grave e mortale del 50% entro il 2030 (Piano d’azione ‘Vision Zero’). Per la vasta platea di automobilisti, motociclisti e trasportatori professionali che percorrono ogni giorno la rete statale e l’autostrada A2, la parola d’ordine resta una soltanto: uniformare la condotta di guida al rigoroso rispetto dei limiti stabiliti, abbandonando l’illusione di poter eludere la sorveglianza con manovre estemporanee. La tecnologia, ora più che mai, copre la strada passo dopo passo.